Sposta quel tavolo o accetta di fallire
Chi ero due mesi fa e chi devo smettere di essere oggi.
Ero di nuovo lì. In hotel a Zeist, nei Paesi Bassi. A letto. E non riuscivo ad alzarmi.
Alle 17:30 circa ero finalmente in Hotel dopo una giornata lunga e difficile. Sveglia alle 4.30 per essere dal mio Partner logistico alle 11 ed iniziare le negoziazioni per un nuovo progetto
Avevo cenato direttamente per non perdere tempo, con la valigia appoggiata sulla sedia del ristorante…
Sono salito in stanza, ho appoggiato tutto e mi sono messo a letto. Ero su instagram…
stavo iniziando a rivivere lo stesso pomeriggio vissuto due mesi prima, nello stesso hotel quando, una volta chiuso il computer per lavorare al mio progetto, ho invece passato due ore e mezzo a cazzeggiare su Instagram guardando reel di gente che ha capito tutto della vita e cercava di vendermelo a prezzi assurdi.
Stavo per rifarlo. Ero a letto, esattamente come due mesi fa. Allora mi ero detto: “Va bene così, non mi definisce”. Ero andato a cena con un collega anche se non volevo, avevo dormito ed ero tornato sereno.
Ma stavolta l’accettazione era solo una scusa per non scegliere.
Quello stesso giorno, mentre guidavo dal centro logistico verso l’hotel, ho chiamato la mia amica Barbara. Le avevo mandato la mia bozza del sito web, costruito qualche sera prima con Claude. Finalmente mi risponde, ma non come speravo:
Panico, ho voluto subito chiamarla!
Ci siamo sentiti e mi ha distrutto il sito con poche parole: “Donato, senza offesa, ma questo sembra il sito di un idraulico. Uno che vende tutto e niente. Entri e vieni preso a schiaffi da una landing page aggressiva. Chi ti cerca vuole fiducia, vuole sentirsi capito, non vuole sentirsi vendere un tubo di gomma.” (ho addolcito!)
Aveva ragione. Il mio sito era giallo e nero, sembrava un cantiere.
Ma il problema non erano i colori: era la mia codardia.
Non ho ancora il coraggio di scegliere il mio posizionamento.
Cambio idea ogni giorno perché scegliere significa escludere, e io ho paura di chiudere delle porte.
Ieri ero ad un bivio. Potevo accettare un pomeriggio perso per poi farne un bel post su linkedin e l´accettazione del non fare nulla…oppure…
Stavolta non sono tornato sotto le coperte.
Ho trascinato il tavolo dell’hotel al centro della stanza, davanti alla finestra. Avevo bisogno di luce, di vedere fuori, di concentrarmi senza fissare solo un muro bianco e mi sono messo a lavoro.
Ho aperto Claude. Ho smesso di cercare la “parola magica” e ho iniziato a dare ordini. Ho preso gli schiaffi di Barbara e li ho trasformati in un inizio di identità. Ho rimosso quel giallo e nero da cantiere e ho iniziato a definire chi sono e a chi parlo davvero.
Ho finito il sito. Ho deciso il mio punto di partenza. La strada é lunga e se non risolvo questa cosa, non andrò da nessuna parte. Ecco chi devo smettere di essere oggi.
Due mesi fa l’accettazione era consapevolezza. Ieri sarebbe stata solo pigrizia se non una forma di resa. La differenza tra chi voglio essere e chi sono è la capacità di scegliere una direzione e smettere di cambiare rotta ogni volta che il mare si fa mosso.
Stamattina, infatti, ero pronto.
Non ho un posizionamento, ho una direzione. Voglio aiutare le persone che sono in una fase di transizione di carriera e non sanno cosa fare. Persone che si sentono insoddisfatte e che soffrono sapendo quanto hanno da perdere e che si sentono in colpa a sognare in un momento in cui il mondo va a rotoli.
Ecco uno screenshot del sito. Un primo passo, cambieranno i colori, le frasi, ma non la direzione…andrò sempre piú in profonditá:
Ora torno a fare il Coach e ti lascio con tre domande molto dure, nel significato e nel linguaggio. Non leggere se hai lo stomaco debole…non sto scherzando.
Il Prezzo del Silenzio: Se tra 5 anni fossi esattamente nello stesso ufficio, con la stessa insoddisfazione, ma con 5 anni di vita in meno: riusciresti ancora a guardarti allo specchio senza provare schifo per la tua prudenza?
La Truffa del “Momento Giusto”: Ti senti davvero in colpa a sognare perché il mondo va a rotoli, o stai solo usando la crisi globale come scudo morale per non ammettere che ti mancano le palle per rischiare il tuo stipendio sicuro?
L’Idraulico Moribondo: Stai continuando a “tenere aperte tutte le porte” perché sei ambizioso, o perché non hai ancora capito che una persona che può fare tutto è una persona che non serve a nessuno?
Lo so. A me hanno fatto male ugualmente.
Smetti di leggere quello che vuoi sentirti dire.
Ogni settimana ti mando quello che la tua cerchia di amici e i tuoi “mentori” su LinkedIn non hanno il coraggio di darti. Niente fuffa motivazionale, solo l’analisi spietata dei miei errori e di quello che imparo, sporcandomi le mani e soffrendo come te e con te…
Se vuoi un tifo da stadio, resta dove sei. Se vuoi smettere di mentirti, iscriviti.
Cosa scegli?
Continua a coccolare il tuo ego nella tua bolla confortevole.
Ricevi la verità che brucia ma che ti fa muovere il c***.







