Non ero indeciso. Ero solo, e senza un metodo.
Da magazziniere a leader della logistica di 5 nazioni: cosa ho capito di pratico sul decidere.
Sono partito per la Germania in una sola tirata, con la mia Kia piena fino al tetto ed i Metallica nello stereo.
Avevo lasciato il Sud, la mia famiglia, tutto. E davanti avevo una lista di scelte lunga quanto il viaggio.
Dove vado a vivere quando finisce il primo subaffitto? Dove apro il conto in banca? Come imparo il tedesco in fretta? Dove trovo nuovi amici? Dove mi alleno? Resto in Germania o torno in Italia?
Posso continuare all’infinito.
Una per una, queste decisioni le ho prese tutte. Da solo. Così come da solo avevo scelto di partire.
Dopo il dottorato ho assunto sempre più responsabilità. Sempre più decisioni. Sempre più peso.
Resto nel mondo scientifico o vado nella logistica? Accetto il lavoro da team leader? Assumo questa ragazza anche se non parla tedesco? Applico questa strategia? Anche qui posso continuare all’infinito, e scommetto che se ci pensi anche la tua lista è bella lunga.
Il problema non era dover prendere tante decisioni e avere tante responsabilità. Il problema era portarne il peso da solo.
Rimuginavo per giorni. A volte improvvisavo, decidendo all’ultimo e sperando che andasse bene. A volte, sarò onesto, non decidevo proprio, e lasciavo che fosse la vita a scegliere per me.
Pensavo di essere inadeguato e lento. Che mi mancasse la disciplina. Mi guardavo intorno e vedevo persone che sembravano così sicure e decise. Una di queste scelte, quella di lasciare il mondo scientifico dopo oltre dieci anni, mi è costata anche la salute (ma te lo racconto un’altra volta).
Cosa ho capito una decina d’anni dopo?
NON ERO INDECISO, MA SOLO E SENZA UN METODO.
L’ho capito sul campo. Ho un dottorato in chimica, e ho passato anni a far funzionare la logistica di grandi aziende in mezza Europa, con centinaia di persone da coordinare. Lì le decisioni non si prendono a pelle. Si prendono con un criterio, sui dati. E ho sempre cercato un confronto con esperti, per migliorare e pensare ad alta voce.
Queste decisioni mi hanno portato da spostare pacchi per Decathlon a 10 euro l’ora nel 2015, dieci anni dopo a gestire la logistica di cinque nazioni. Man mano che crescevo ho capito che dietro le mie decisioni esisteva un metodo, che ho affinato negli anni. Poi ho iniziato a usare le stesse regole nella mia vita.
Le scelte sono diventate più semplici? Decisamente. I risultati sono stati garantiti? Certo che no, mica sono Gandalf. Però sono cresciuto sempre più in fretta, sul lavoro e nella vita, con molto meno stress e dormendo sonni più tranquilli.
Ti lascio 3 consigli semplici, su cui riflettere la prossima volta che devi prendere una decisione importante.
Se vuoi arrivare a una destinazione, non scegliere tra dieci strade.
Quando hai troppe strade davanti, non guardarle tutte insieme. È come stare davanti all’armadio pieno: non confronti ogni maglia con tutte le altre, ti chiedi una cosa sola, fuori fa freddo? Se fa freddo, escludi le magliette e la scelta si restringe. Con le decisioni è uguale: parti dalla cosa che conta di più adesso, e butta via tutto il resto. Uno psicologo, Amos Tversky, l’ha chiamata eliminazione per aspetti. In pratica: un criterio alla volta, e le strade diminuiscono.
Se aspetti la scelta perfetta, non ti muovi.
È come cercare il ristorante perfetto in una città che non conosci: mentre li confronti tutti, resti a pancia vuota. Herbert Simon, premio Nobel, diceva di scegliere la prima opzione abbastanza buona e andare. Non tutte le scelte sono così critiche e irreversibili, ma su questo torno in uno dei prossimi articoli.
La più importante: non decidere da solo, ma non chiedere a tutti.
Non chiedere a dieci persone, ti confondi e basta. Trova una persona sola, capace di dirti di no. Una che ti fa la domanda giusta, non una che ti dà ragione.
Per anni ho creduto che il problema fossi io. Era solo che portavo tutto da solo, senza un modo per farlo. Ora so che quello che mi mancava era un metodo che mi portasse dove voglio andare, invece di improvvisare di continuo.
Ho condensato gli ultimi quindici anni, e tutte le scelte difficili che mi hanno portato da debiti in chimica a dottore in chimica, da magazziniere a 10 euro l’ora a leader della logistica con uno stipendio a sei cifre. Da persona piena di dubbi a qualcuno che sta costruendo il progetto che voleva da sempre.
Tutto questo l’ho messo in un libro. Si chiama Resto o Vado?, ed esce ad agosto. Ho creato una lista d’attesa per l’anteprima: Clicca qui!
Chi si iscrive avrá una copia ad un prezzo scontato ed un Bonus che non ho ancora deciso :) ma saper decidere significa anche sapere quando decidere e questa decisione aspetterá qualche settimana!
E intanto dimmi: che decisione hai sul tavolo in questo momento? Vuoi davvero prenderla in solitudine?


