La qualità delle scelte non puó dipendere dai risultati.
Perché valutare una decisione dall'esito è l'errore più comune (e pericoloso) che puoi commettere.
L’introduzione: Siamo pessimi giudici di noi stessi
Inizia ammettendo una verità scomoda: siamo convinti di essere razionali, ma la nostra mente ci inganna costantemente. Se le cose vanno bene, pensiamo di essere geni. Se vanno male, ci sentiamo falliti.
Ma la verità è che il mondo è pieno di rumore.
Esempio: Il paradosso del risultato (Resulting)
Se guidi ubriaco a 100 all’ora e arrivi a casa sano, hai preso una buona decisione? Ovviamente no. Hai solo avuto fortuna.
Eppure, nel lavoro e nella vita, tendiamo a lodare chi “vince” anche se ha agito in modo sconsiderato, e a punire chi “perde” nonostante abbia seguito un metodo impeccabile. Questo si chiama Resulting.
Esempio 2: La zavorra del passato (Sunk Cost Bias)
Perché restiamo in progetti fallimentari o relazioni tossiche? Perché il nostro cervello odia “buttare” l’investimento fatto. Ma il tempo e i soldi spesi sono costi sommersi: non torneranno indietro. Decidere bene significa guardare solo al valore futuro, non a quanto abbiamo già perso.
Cosa sto imparando e vorrei condividere con voi:
Smascherare i Bias: Riconoscere i trucchi della mente.
Separare il Processo dall’Esito: Imparare a valutare la bontà di una scelta nel momento in cui viene presa.
Navigare l’incertezza: Accettare che il caso esiste, ma che un buon metodo batte la fortuna nel lungo periodo.
La lezione pratica: Il test delle 100 volte
Da oggi, ogni volta che valuti una tua scelta passata, smetti di guardare com’è andata a finire. Chiediti invece: “Con le informazioni che avevo allora, se dovessi rifare questa scelta altre 100 volte, mi comporterei allo stesso modo?”
Se la risposta è sì, smetti di punirti. Hai agito bene. Il resto è solo rumore statistico.
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