Ho rischiato la vita per arrivare a questo weekend.
Ma questo potrebbe aver cambiato la vita di qualcun altro.
Mercoledì notte Daniele non mi ha fatto dormire. Giovedì ho lavorato tutta la giornata, ho chiuso il laptop alle 18, doccia al volo, zaino, e sono partito in macchina per Milano. Un letto in ostello mi aspettava per una trentina di euro.
Normalmente sarei partito il giorno dopo, con calma. Ma partire di notte mi permetteva di combinare più cose. Da venerdi a domenica avevo programmato 3 giornate di consulenza a Bergamo con una start-up per rivedere la loro strategia del lancio prodotto.
Sono partito invece di notte per poter lavorare con Sara una giornata intera, di persona, con tutto il tempo che serviva.
Dovevo arrivare alle 3. Sono arrivato alle 4.30, e ti spiego perché.
Prima di diventare padre viaggiavo di notte senza problemi. Adesso ho così tanto sonno arretrato che non posso permettermelo e non lo avevo considerato. Di fatto in Svizzera ho ceduto: mi sono fermato a dormire in un parcheggio. Poco dopo il riposino, in un tunnel, una persona ha avuto un colpo di sonno e ha invaso la mia corsia. Ti dirò la verità: se non mi fossi fermato, quel frontale non l’avrei evitato. I segnali del corpo, se li ascolti, a volte ti salvano la vita. Alla lettera.
Arrivo a Milano, parcheggio e alle 5 sono finalmente a letto. Alle 11 incontro Sara.
Sara fa la coach da una vita, lavora con le donne che non sentono più il controllo delle loro giornate, abituate a dedicarsi sempre ad altri e lo fa da dieci anni. Di solito lavoro in remoto, ma voglio cambiare le cose.
Il mio percorso prevede, dopo due incontri iniziali, un workshop in cui analizziamo tutto il business: i colli di bottiglia, i blocchi, la strategia. Alla fine di questo workshop abbiamo in mano la struttura da implementare per crescere, dati alla mano.
Sono nuovo nel mondo della imprenditoria, dato che come sai, arrivo dal mondo aziendale. Quando avevo creato il mio prodotto, inizialmente, ascoltando i guru classici, limitavo questo workshop a due ore, perchè ogni ora in più avrebbe “ucciso” il mio margine e dato “troppo” alle persone con cui lavoro.
Oggi ho deciso tre cose: niente limite di tempo, tutto incluso nel pacchetto, e quando possibile di persona. Perché ti assicuro che lavorare con Sara per otto ore, in un bar con caffè a volontà, aria condizionata, spazio, cibo buono, carta e penna, è stata un’esperienza dieci volte migliore. Ma che dico. Mille.
Abbiamo ridefinito da zero la strategia di acquisizione e dato forma a un progetto che non parla più di arrivare a fine mese: ha la forma di qualcosa che può crescere, dove si guarda ai prossimi cinque anni con orgoglio e voglia, e dove gli sforzi non li guidano più le urgenze, ma la crescita. Tanto caffè, tanto sudore nonostante l’aria condizionata, e qualcosa di concreto in mano. Da adesso Sara sa esattamente cosa fare.
Passare da un progetto non strutturato dove arrivare a fine mese è a volte una sfida, ad avere un piano strutturato che ha le basi per scalare, senza prenderti più tempo, può potenzialmente cambiarti la vita.
Se anche tu senti di aver bisogno di un punto di vista esterno per scalare il tuo progetto, contattami. Mi trovi qui per un caffè insieme senza impego —> Ordina un caffè gratuito
Come sempre, sei tu a decidere cosa fare. Oggi.
P.s. Se vuoi scoprire qualcosa in anteprima sul progetto di Sara, qui sotto trovi un video di 60 secondi —> Clicca qui!
E a proposito di Sara, se sei un donna che non riesce più a mettersi al primo posto, magari perché la carriera ti ha consumata o perché hai dato anima e corpo ai tuoi figli, e ora che crescono resta uno spazio che vorresti riempire ma ti senti in colpa a farlo, seguila. Ha un modo estremamente creativo ed unico di lavorare e portarti ad ottenere risultati. La trovi qui: Ecco il profilo di Sara




